Richiamo per cani: addestramento del cucciolo attraverso i segnali sonori

Categoria: Educazione

Il nostro amico a quattro zampe risponde sempre al richiamo per cani, o almeno così si dice. La scienza ci insegna che i nostri amici a quattro zampe sono particolarmente sensibili ai suoni ed è attraverso questi che noi possiamo riuscire ad educarli e addestrarli, affinché ci ascoltino e tornino sempre da noi.

L’orecchio del cane ha capacità superiori alle nostre, riesce a captare molte più frequenze rispetto a quello dell’essere umano.

L’udito sta al cane come la vista sta per noi: il cane non sa cosa si prova a catturare ogni sfumatura di colore possibile; noi non sappiamo cosa si provi a poter sentire qualsiasi fruscio dell’aria e il bisbiglio di un pensiero lontano. Deve essere un’emozione forte per loro il sentirsi chiamati, specialmente se la voce che li reclama è quella del proprio amato proprietario.

Però, sebbene il cucciolo impari subito ad amare il nostro timbro vocale, ci vuole tempo prima che riconosca i vari tipi di richiamo. Non è semplice addestrare anche le razze più intelligenti ed indipendenti: ci vuole tanta pazienza, impegno e soprattutto qualcuno con un po’ di esperienza in materia.

Certamente, possiamo iniziare con il documentarci su internet, per farci una cultura in merito al richiamo per cani, ai tipi di richiamo e a come vengono utilizzati per indirizzare i movimenti e le azioni del proprio animale.

Il richiamo è sempre una nota dolente per i proprietari che si lamentano spesso di non riuscire ad insegnarglielo, assieme anche alla condotta a guinzaglio (leggi come insegnare al cane a non tirare a guinzaglio)

Cosa dice la legge?

Quali sono le normative delle quali dobbiamo tenere conto quando decidiamo di liberare il nostro cane?

Il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno prorogare la normativa che disciplina la corretta detenzione dei cani. L’ordinanza del 13 luglio 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 7 settembre proroga di fatto le regole relative alla “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”. 

Come specificato nell’ordinanza, lo scopo della proroga è dipeso dalla “necessità di adottare disposizioni cautelari volte alla tutela dell’incolumità pubblica, anche alla luce dei recenti episodi di aggressione da parte di cani e degli incidenti, soprattutto in ambito domestico, legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari”.

Definizioni chiave

  1. Proprietario: per legge il proprietario di un cane non può essere un minorenne, un infermo di mente e chi delinque (inteso nel senso di delinquenti di qualsiasi tipo, anche chi è sottoposto a misure i prevenzione o chi ha condanne per delitti non colposi)
  2. Detentore: in questo caso si fa riferimento anche ai dog sitter. I dog sitter sono responsabili del cane esattamente come il proprietario, quindi con responsabilità civile e penale in caso di danni a persone, animali o cose. Ovviamente sta al proprietario scegliere di affidare il cane a persona che sia in grado di gestirlo
  3. Passeggiata: quando si porta il cane in passeggiata bisogna usare guinzagli non più lunghi d 1,50 metri IN TUTTE LE AREE URBANE. Quindi i guinzagli allungabili estesi per quattro metri non vanno bene, si possono usare, ma rigorosamente bloccati a 1,50 metri. C’è anche l’obbligo di portare sempre con sé la museruola, sia essa rigida o morbida, indipendentemente dalla razza, dalla taglia e dell’età del cane. Dovete averla con voi. La museruola non va fatta indossare di default, ma solo là dove esistano rischi per persone o animali o se le autorità competenti in materia vi richiedono di farla indossare. Va da sé che se sapete già di avere un cane mordace e che non riuscite a controllare, la museruola va fatta indossare prima che possa mordere. 
  4. Altro obbligo: dovete sempre portare con voi sacchetti o strumenti adatti a raccogliere le feci del cane, sia in luogo pubblico che privato

Richiamo per cani: cinque semplici consigli per insegnarglielo

Richiamo per cani: addestramento del cucciolo attraverso i segnali sonori

Non è semplicistico o eccessivo dire che tutti i cuccioli si assomigliano un poco, quelli del cane come quelli dell’uomo, e che i cagnolini si possono educare all’incirca come si educano i bambini: trasmettendo tanto amore ed avendo tanta pazienza con loro.

Più si sentiranno amati, più matureranno un sentimento di rispetto e fiducia nei nostri confronti e questo farà sì che ci ascoltino.

Detto così sembra semplice, ma non lo è. Non è semplice prendersi cura di un essere vivente; non è semplice crescerlo a immagine e somiglianza dei nostri bisogni e delle nostre aspettative. Dobbiamo sempre tener conto della BILANCIA FRA L’AVERE ED IL DARE, dobbiamo prendere dal nostro cane solo nella misura con la quale noi soddisfacciamo il suoi bisogni principali, energia, coerenza e guida, affetto.

L’importante, comunque, è provare a fare del nostro meglio. E i passi da fare sono più o meno gli stessi:

  1. Essere gentili, ossia non mettere mai aggressività nel tono della nostra voce, rivolgerci al cane con dolcezza e facendolo sentire sempre al sicuro con noi;
  2. Essere pazienti, cioè non arrenderci o inalberarci per i primi tentennamenti del cucciolo al nostro richiamo, perché se non torna adesso, imparerà ad ascoltarci con il tempo;
  3. Essere autorevoli, che significa anche mettere autorità nella nostra voce e nel nostro portamento, cosicché quando richiameremo il cane, lui ci riconoscerà come “alpha”;
  4. Essere furbi, nel senso che dobbiamo sapere quando rimproverare e quando premiare il nostro cucciolo, trucchetti psicopedagogici per condizionare il suo comportamento e renderlo accondiscendente e mansueto (non mettiamogli subito il guinzaglio quando arriva, dopo che lo abbiamo chiamato, perché assocerà il nostro richiamo a quell’oggetto);
  5. Essere in compagnia, perché è più semplice addestrare il cane con amici, soprattutto con amici che hanno esperienza in materia e l’hanno già fatto a loro volta.

Dove nascono i problemi sul richiamo per cani?

I problemi sul Richiamo hanno cause e radici specifiche :

  • Esperienze scorrette nella fase di apprendimento
  • Scarsa attenzione del cane
  • Problemi di rapporto cane-proprietario
  • Tendenza all’indocilità del cane
  • Energia alta e poco movimento

Nessuno nasce con il talento innato per essere proprietari perfetti. La prima cosa da insegnare al cucciolo sarà l’Attenzione, poiché l’attenzione è attrazione ed è la base sulla quale porre le fondamenta dell’educazione.

Come insegnare al cucciolo l’attenzione?

  • Preparare del premio in cibo appetibile
  • Scegliere il momento della giornata nel quale il cane è più disponibile ad apprendere 
  • Scegliere un luogo tranquillo e senza troppi stimoli (nel tempo andranno inseriti gradualmente)
  • Tramite l’utilizzo del rinforzo positivo, stabilire un contatto visivo anche breve
  • Rinforzare immediatamente il comportamento giusto
  • Ignorare il comportamento sbagliato

Prima di lasciare libero un cane, il cane deve sapere che l’attenzione che stabilisce con noi è un dovere ma anche un piacere di relazione

Che strumenti ci servono quindi per insegnare al nostro cane il Richiamo?

collare pettorinaGuinzaglio di un metro e mezzo, collare o pettorina

bocconciniBocconcini appetitosi come premio

E’ utile utilizzare un fischietto per il richiamo per cani?

Esistono molti siti, libri e corsi per imparare il richiamo per cani e tantissimi strumenti da utilizzare per cominciare l’addestramento, primo tra tutti il fischietto.

Quello a ultrasuoni è particolarmente efficace per attirare la sua attenzione, poiché i cani sono molto sensibili a questo tipo di frequenza.

I fischietti si possono comprare anche su internet, e ne esistono di vario genere: ci sono persino fischietti a suono regolabile, in base al tipo di comando che si vuole impartire.

5 Steps per insegnare al cane a tornare.

  1. Tornare da voi deve essere un piacere e una gioia, in futuro dovrà preferire voi a tutti gli stimoli che avrà attorno una volta libero, cagnolini compresi.
    Questo significa che dovremo essere un ‘attrazione per il nostro cane, non un insegnante severo che riprende e sgrida.
    Fate tenere il vostro cane ad un amico , fategli annusare un bocconcino e correte via chiamandolo usando in comando “vieni” con voce allegra e felice. Lasciate ora libero il vostro cane e appena vi raggiunge, premiatelo immediatamente.
    Eseguite questo esercizio spesso allontanandovi sempre di più.
  2. Fate lo stesso esercizio nascondendovi dietro ad una siepe o ad un muro e chiamatelo a gran voce. Questo farà il cane si debba impegnare maggiormente nel richiamo e che vi cerchi con più’ insistenza.
    Eseguite questo esercizio per più’ giorni, sempre eseguendolo sotto forma di gioco e mai stressando troppo il cane con ripetizioni esagerate.
  3. Munitevi di una lunghina,lunghina di un guinzaglio di stoffa lungo almeno 10-15 mt ma leggero e non ingombrante che metterete al cane . Munitevi di bocconcini prelibati in tasca e provate a lasciare il cane libero di allontanarsi senza tenere in tensione il guinzaglio. Chiamate adesso il cane a voi come avete fatto in precedenza e scappate indietro incitandolo a raggiungervi. Ricompensatelo subito.
    Eseguite questo esercizio per più’ giorni, ricompensandolo sempre.
  4. Ora lasciate libero il cane, magari in giardino o in uno spazio recintato per iniziare in sicurezza e chiamatelo a voi . Premiatelo subito.
    Eseguite questo esercizio per un almeno una settimana.
  5. Iniziate ora a fidarvi a lasciare libero il cane anche con gli altri cani o in spazi aperti ma per le prime volte lasciatelo con la lunghina in modo da poterlo richiamare a voi, premiarlo e poi lasciarlo nuovamente con gli altri cani.

In conclusione, è’ importante che seguiate attentamente e senza fretta tutti i passaggi con i vari gradi e tempi di apprendimento,ci vuole il giusto tempo per tutto, anche per insegnare al nostro cane il richiamo nella maniera ottimale.

Se il cane dovesse avere delle difficoltà in uno dei punti dell’ esercizio del richiamo, riprendete dal punto precedenza e riprendete il lavoro


 

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