L’educazione del cane : video su come gestirlo al meglio

Categoria: Educazione

L’ educazione del cane è una parte fondamentale nella vita del nostro fedele amico e, come tutto, presenta le sue difficoltà ma dà anche risultati estremamente soddisfacenti.

Essa infatti ha l’obiettivo generale di rendere armonioso il rapporto tra il cane e il padrone e far sì che anche la convivenza con il padrone, così come quella del cane con l’ambiente esterno, sia gestibile.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un cane può essere educato con successo a qualsiasi età e in qualunque fase della sua vita. Infatti, nonostante educare un cane in tenera età sia ritenuto più semplice perché il cane non ha ancora un carattere ben formato, è anche vero che proprio per questo motivo il cucciolo non recepisce subito gli ordini che gli vengono impartiti, facendo penare parecchio il proprio proprietario prima di comportarsi come questo desidera.

 Per contro, come educare un cane adulto risulta difficile perché il cane avrà un carattere già formato, con determinate abitudini che, se contrarie a quelle che si vogliono insegnare, sarà difficile sradicare e spesso il proprietario ci chiama esordendo con la frase “non riesco ad educare il mio cane“.

 

educare il cane

 

Il percorso educativo

A seconda dell’età e della razza, dunque, il percorso educativo del cane può prevedere metodi e scopi diversi, ma sarà proprio il carattere l’ultimo e più importante elemento che dovrà tenere in considerazione chi vuole educare un cane. Infatti, il carattere di un cane non solo varia da razza a razza, ma anche da cane a cane all’interno di una stessa razza e persino uno stesso cane può modificare il suo carattere col tempo. E se non si tiene conto di questo si rischia di adottare tecniche che seppure efficaci in alcuni contesti, non lo sono per quel determinato cane, o possono essere persino controproducenti. 

Le motivazioni del cane

 

L'educazione del cane

 

Le motivazioni di cane sono elementi fondamentali del carattere.

Sono riscontrabili facilmente se abbiamo un cane di razza ma anche se abbiamo un meticcio perché al suo interno possiamo di sicuro individuare delle tipologie di cani ben specifici.

Cosa sono le motivazioni del cane?

“Le motivazioni congiungono il soggetto al mondo e sostengono il suo comportamento. Sono date dal bisogno insieme al desiderio” Marchesini

Riferendoci ai cani di razza, le motivazioni sono i talenti specifici per i quali quella determinata razza è nata.

Le motivazioni sono caratteristiche genetiche e quindi non modificabili totalmente dall’uomo e fanno si che una determinata razza sia più predisposta di un altra a compiere un  lavoro.

Fra esse, troviamo:

  • la motivazione predatoria (la predisposizione del cane a seguire ciò che si muove), tipica dei cani da conduzione di gregge (border collie, pastore australiano ecc)
  • la motivazione protettiva e motivazione territoriale (capacità innata di proteggere famiglia e territorio), tipica dei cani da guardia del gregge (pastore maremmano, pastore del caucaso)
  • motivazione cinestesica (cani ad alta energia con bisogno di movimento) ad esempio alcuni tipi di terrier (jack russell)
  • motivazione competitiva (tendenza del cane a confrontarsi con un altro soggetto e dimostrare la propria superiorità), come il boxer.
  • e molte altre.

Se sappiamo riconoscere ciò che muove il comportamento del nostro cane nel profondo, riusciamo ad aiutarlo a migliorarsi nei suoi pregi e smussare alcuni aspetti del carattere.

L’educazione del cane deve necessariamente tenere conto delle motivazioni dell’animale.

I metodi per l’educazione del cane

Va da sé che, qualunque sia il metodo scelto da chi vuole educare il proprio cane, questo non dovrebbe mai includere violenza o maltrattamenti, che pure fino a non troppo tempo fa rappresentavano spesso lo standard.

Questo non solo perché la violenza sul cane, anche a fini educativi, non si può ritenere eticamente corretta e giustificabile, ma anche perché, per fortuna, si è scoperto in ambito scientifico come sia sostanzialmente controproducente: un cane addestrato con violenza sarà fondamentalmente violento, obbedirà al padrone solo per paura, e sfogherà la sua paura all’occorrenza con indicibile aggressività.

E ovviamente, non gliene si potrà fare una colpa: del resto, lo stesso vale per gli esseri umani.

Ed è proprio così che si dovrebbe cominciare ad approcciarsi all’educazione del cane: seppure con metodi diversi da quelli dell’educazione dell’uomo, i concetti di base restano gli stessi.

I rinforzi positivi

Certo, tra i metodi che si possono adottare per l’educazione del cane rientrano anche quelli che nel gergo tecnico sono i cosiddetti rinforzi negativi, o anche le punizioni chiaramente, ma va da sé che non devono mai includere, appunto, l’uso della violenza.

Il cane infatti deve imparare a fare determinate cose, e secondo le caratteristiche stesse dell’animale, gli si deve dare un motivo per farla, qualcosa per cui il cane associ un oggetto, un suono, o altri stimoli, a un comportamento, a qualcosa che deve eseguire (e, di nuovo, non è mai abbastanza ripetere che il motivo per eseguirlo non deve essere dettato dalla paura).

Questo è ciò che in gergo, come già accennato, si definisce ‘rinforzo, come nel classico caso della carezza dopo che il cane ha fatto qualcosa che volevamo che facesse. In questo caso il rinforzo è positivo perché si dà qualcosa al cane come ‘premio’. 

Il premio può essere dato in bocconcini prelibati oppure in gioco, a seconda dei gusti e delle preferenze del nostro cane. Ricordiamoci che è importante conoscere bene le caratteristiche del nostro amico perché in questo modo conosceremo anche le leve sulle quali lavorare. 

Certo, tra i metodi che si possono adottare per l’educazione del cane rientrano anche quelli che nel gergo tecnico sono i cosiddetti rinforzi negativi, o anche le punizioni chiaramente, ma va da sé che non devono mai includere, appunto, l’uso della violenza.

Le correzioni nell’educazione del cane

Quando prendiamo in mano la responsabilità di educare un cane, sappiamo che prendiamo una responsabilità sociale ma anche nei confronti dell’animale che abbiamo adottato.

Non è corretto pensare che il cane, in una visione ideale, possa essere libero di fare quello che vuole, gestendosi autonomamente. I cani hanno bisogno di riferimenti e di guide, cosi come hanno bisogno di regole e confini.

Se pensiamo che l’amore per il cane si dimostri dal fatto che lo lasciamo libero di correre senza dover rispondere al richiamo con il grave rischio di finire sotto ad una macchina, allora non mi sto realmente prendendo cura di lui.

Chiudere i comportamenti inappropriati di un cucciolo è un dovere del proprietario come faceva la mamma in maniera molto chiara.

Insegnare al cane la frustrazione dei no e delle regole è qualcosa che crea sicurezza nel cane, perché sa benissimo affidarsi alle regole che il proprietario gli da.

Diventare la figura di riferimento nella vita del cane

Molto importante può essere la scelta di affidarsi a un esperto, che fungerà di supporto  in questo percorso.

Non possiamo pensare di educare un cane se non sappiamo gestire correttamente le sue risorse. Ecco una diretta che abbiamo fatto nella quale parliamo nello specifico di come educare il cane nella quotidianità.

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