Come addestrare un cane adulto, trovare sintonia anche in età matura

Categoria: Educazione

Quello che viene chiamato normalmente addestramento può rivelarsi l’aspetto più difficile da affrontare nel momento in cui si sceglie di avere un cane, eppure è una parte fondamentale del rapporto tra l’uomo e il suo amico a quattro zampe. Il cane infatti dovrà essere abituato a rispettare determinati ordini del suo padrone affinché la convivenza tra i due in casa e soprattutto fuori, quando il cane viene a contatto con altre persone, non crei problemi. Quindi come addestrare un cane adulto?

Comunemente la gente che decide di avere con sé un cane prende un cucciolo, così da poterlo crescere e goderselo per tutto l’arco della sua vita.

L’addestramento di un cucciolo di cane non è certo facile perché l’animale è ancora piccolo e avrà un carattere ovviamente poco predisposto a ricevere ordini o a seguire delle regole, così come avviene per gli stessi esseri umani quando sono in tenera età.

Eppure, proprio per questo e per la giovane età, il carattere dei più piccoli è ancora malleabile.

Invece, addestrare un cane adulto può risultare ancora più difficile in quanto il cane avrà già un carattere formato e ben determinato, abituato a fare certe cose che il più delle volte possono essere opposte a quelle che il padrone vorrebbe che facesse.

Proprio il carattere del cane è, comunque, un aspetto fondamentale da osservare e tenere sempre a mente durante l’addestramento, perché ogni razza canina ha delle sue peculiarità caratteriali e ogni singolo cane all’interno di ogni razza ha, a sua volta, un suo carattere specifico, per cui le modalità dell’addestramento possono variare anche a seconda dei comportamenti che si possono osservare nel cane che si vuole addestrare.

A prescindere dal carattere, una cosa fondamentale da sottolineare – che dovrebbe ormai essere risaputa ma purtroppo non viene rispettata da tutti – è che il cane, così come in verità ogni altro animale, non va addestrato maltrattandolo, perché gli atteggiamenti aggressivi da parte dell’essere umano non portano buoni risultati su quelli che saranno gli atteggiamenti del cane stesso, che potrebbe dunque rispondere agli ordini del padrone solo per paura e avere dunque un carattere molto sottomesso ma anche aggressivo all’occorrenza.

Il concetto di rinforzo per addestrare un cane adulto

Come addestrare un cane adulto, trovare sintonia anche in età maturaAnche quello che viene chiamato, dunque, rinforzo negativo o le punizioni che si possono infliggere al cane per fargli capire che non deve fare qualcosa, non dovranno mai includere maltrattamenti o qualunque cosa che possa arrecargli realmente danno o dolore.

Il concetto di rinforzo, infatti, consiste proprio nel far sì che il cane apprenda a fare qualcosa, dandogli un motivo valido per farla: l’esempio più classico e più diffuso è quello del biscotto, della carezza o anche solo della parola bravo, dopo che il cane ha fatto qualcosa che il padrone voleva che facesse, ovvero un tipico esempio di rinforzo positivo, che è sempre il metodo migliore perché induce il cane realmente a seguire il comando del padrone perché sa che gli spetterà una ricompensa.

Viceversa, il rinforzo negativo, consiste nel creare una condizione negativa affinché il cane faccia qualcosa, ad esempio arrecandogli dolore affinché capisca che deve svolgere una determinata azione, ma ovviamente non è sempre consigliato.

Il concetto di punizione

Diverso, ancora, è il concetto di punizione, che può essere anch’essa positiva o negativa: questa serve, al contrario, a far sì che il cane non ripeta più un’azione che il padrone non vuole che svolga.

Una punizione positiva è, dunque, quella in cui si faccia qualcosa per non far più fare qualcosa al cane: un classico esempio è quello dello strattone al guinzaglio quando ad esempio non si vuole che il cane si avvicini a qualcosa per strada. Questo tipo di esempio è consigliabile solo ed esclusivamente quando la punizione non arrechi dolore al cane, quindi è bene ripetere che le percosse non avranno alcun effetto positivo, mentre ad esempio uno strattone al guinzaglio, deciso e veloce, non farà realmente male cane ma servirà semplicemente a fargli capire che non deve fare quella determinata cosa.

La punizione negativa, invece, consiste appunto nel togliere qualcosa al cane affinché non faccia più quello che ha fatto: un esempio può essere quando il cane ringhia davanti al cibo, quello di togliergli la scodella del cibo per fargli capire che non deve più farlo.

Dopo aver elencato i tipi di rinforzi e punizioni, è bene dunque ribadire e sottolineare ancora una volta che i metodi migliori, se non gli unici consigliati, sono appunto il rinforzo positivo e la punizione positiva, quest’ultima solo ed esclusivamente quando non includa una reale punizione dolorosa.

Affinché questi metodi funzionino, tuttavia, vi sono delle condizioni fondamentali che aiutano ad addestrare un cane adulto, ovvero:

  • i comandi dovranno essere differenziati, cioè ad ogni parola dovrà corrispondere un’azione del cane, senza tentare di usare la stessa parola per due azioni diverse, né parole simili, perché ovviamente il cane riconoscerà il suono e non la parola vera e propria.
  • i comandi, inoltre, dovranno essere composti da parole brevi e d’impatto, che dovranno essere scandite chiaramente affinché il cane le comprenda
  • ancora, in seguito all’azione del cane, il rinforzo dovrà avvenire nell’immediato, altrimenti il cane dopo una decina di secondi avrà già dimenticato il motivo per cui ha ricevuto il ‘premio’. Allo stesso modo, sarà meglio non cercare di impartire ordini diversi in un arco troppo breve di tempo, così che il cane possa concentrarsi su una e una sola azione da eseguire alla volta.

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